Restauro

Restauro

INTERVENTO CONSERVATIVO EFFETTUATO SUGLI INTONACI D’EPOCA E SUI MANUFATTI LAPIDEI SITUATI ALL’INTERNO DEL CAFFE’ VERGNANO RIALTO VENEZIA

Le Fabbriche vecchie di Rialto

Le Fabbriche vecchie di Rialto

La presente relazione illustra qui di seguito i criteri e le risoluzione prodotte nell’ allestire il progetto di restauro conservativo sui manufatti storico artistici individuati in paramenti lapidei ed intonaci d’epoca, al fine di poter conseguire come unico obbiettivo il recupero ed il risanamento dei manufatti storici in un’area del centro storico veneziano patrimonio universale.
Le valutazioni e le dinamiche progettuali da attuare con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia, prevedono la rivalutazione delle Fabbriche vecchie di Rialto, sede un tempo degli addetti al Commercio, alla Navigazione e dell’Annona, ora sede del Tribunale e di altri uffici pubblici.
Furono costruite dalla Signoria, fra il 1520 ed il 1524 su progetto dell’arch. Antonio Abbondi detto lo Scarpagnino, dopo che il terribile incendio del 1514 ebbe a devastare l’intero quartiere, distruggendo le preesistenti costruzioni.
Lo stato di conservazione attuale in cui vertono i manufatti che rivestono il tessuto murario  è alquanto precario, sono evidenti e leggibili le svariate caratteristiche di degrado ed ammaloramento che coinvolgono ed investono fisicamente gli elementi, degradandoli con effetti che in talune circostanze diventano purtroppo irreversibili.
Similare all’intonaco storico, è lo stato di degrado che compromette le superfici lapidee costituite prevalentemente da pietra d’Istria, assoggettata a criteri di restauri realizzati in precedenti interventi poco osservanti dei principi della conservazione, lo manifestano infatti le stuccature  grossolane, le  sovrapposizioni materiche  stratificate che ne modificato la cromia originale, gli inclusi metallici, le zanche alterate ed ossidate.
I alcune aree, emergono delle perdite di materiale in parte localizzate in concomitanza di fessurazioni e lesioni dovute principalmente ad elementi metallici di aggrappaggio ormai corrosi e deteriorati, inutili alla loro causa e motivo ulteriore di decadimento. Non meno dannose sono le modifiche realizzate per inserire una scala d’accesso al piano superiore arrecando danni irreversibili alla sommità delle paraste, causando   la  privazione di  complete porzioni di capitelli sagomati.
Analoga è la situazione che investe le superfici delle volte a crociera, anch’esse non esenti dagli interventi attuati nei ripristini approssimativi dei restauri. Fortunatamente le lavorazioni  si sono limitate  alla sola ricopertura effettuata con numerose stesure stratificate di colore.

Varie situazioni di degrado del paramento murario prima dell’intervento di restauro

Varie situazioni di degrado del paramento murario prima dell’intervento di restauro

Particolari degli elementi lapidei modanati in pietra d’Istria situati al piano primo

Particolari degli elementi lapidei modanati in pietra d’Istria situati al piano primo

Particolari dei manufatti dopo l’intervento di restauro

Particolari dei manufatti dopo l’intervento di restauro

Impiego dei materiali per il recupero degli intonaci
Sistemazione del tessuto murario con scuci-cuci delle aree ammalorate
Consolidamento delle decoesioni tra il supporto e la rifinitura ad intonaco per mezzo di calce idraulica ed inerti a granulometria impalpabile
Stuccatura delle lacune con inerti a granulometria  media unite a grassello di calce
Formazione di nuovo intonaco composto da polvere di marmo a granulometria media unito a grassello di calce steso sulle superfici mancanti
Velatura di intonazione cromatica sulle aree di nuova realizzazione

Impiego dei materiali per il recupero dei manufatti lapidei
Impacchi di sepiolite e carbonato di ammonio
Inserimento di piombo ribattuto tra i conci di pietra
Rimozione degli inclusi metallici con  successiva stuccatura dei loro alloggi con inerte di pietra d’Istria e grassello di calce
Ricostruzione delle superfici modanate di  pietra d’Istria con la stesso materiale e la medesima rifinitura con tecnica di gradinatura

Arte e Conservazione di Paolo Costantini
Venezia, lì  23 novembre 2009





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